Competenze, formazione e dispersione scolastica

Il futuro lavorativo dei giovani valsabbini è sicuramente promettente, ma dipende anche dalla possibilità di coniugare due fattori: da una parte il territorio e dall’altra, naturalmente, anche le motivazioni e le competenze dei giovani stessi. Il territorio è segnato da importanti trasformazioni e ricerca competenze tradizionali ma anche competenze nuove. Si stanno aprendo, sotto questo profilo, dei vuoti importanti nella struttura occupazionale perché, come noto, siamo in pieno deficit demografico per cui la popolazione attiva si sta riducendo e c’è anche il tema dell’invecchiamento che riguarda soprattutto i comuni piccoli e che si sente soprattutto nei contesti più piccoli. Questo genera dei vuoti occupazionali e infatti molte imprese sono in difficoltà a reperire manodopera e a reperire persone che lavorino per loro e sono costrette a rivolgersi anche fuori dal sistema valsabbino. Quindi per un giovane che vuole inserirsi nel mondo del lavoro sicuramente ci sono opportunità interessanti e anche numerose sotto questo profilo. C’è però, poi, il tema delle competenze: non sempre le competenze che vengono formate e sviluppate nell’ambito formativo sono conciliabili con quelle che sono richieste nel mondo del lavoro. Ecco allora che bisogna fare uno sforzo per poter, diciamo, “curvare” queste competenze e metterle in relazione con i bisogni del territorio e questo lo si può fare completando innanzitutto gli studi – dico questo perchè purtroppo una delle piaghe del sistema locale continua ad essere la dispersione scolastica – ma anche sviluppando delle competenze ad hoc che possano essere perfezionate all’interno di percorsi formativi ulteriori. Non trascurerei, a questo proposito, in merito proprio alla formazione dei giovani, la possibilità di sviluppare abilità e conoscenze in contesti cosiddetti informali o non formali, perché comunque fare esperienze – esperienze ad esempio in un’associazione, esperienze di alternanza scuola lavoro, di tirocinio e anche magari delle esperienze all’estero – consente di aggiungere delle opportunità ulteriori per il proprio inserimento lavorativo e consente anche di sviluppare abilità che vengono apprezzate nel mondo del lavoro, come ad esempio il lavorare in team, la capacità di risolvere problemi e anche la capacità di sviluppare e di promuovere visioni nuove su problemi che magari da tempo un’impresa o una realtà imprenditoriale cerca di affrontare. In tema di competenze è importante sapere che negli ultimi anni, a livello scolastico e anche a livello lavorativo, c’è una grande attenzione sul saper fare in particolar modo, e quindi anche per i giovani bisogna riuscire a sviluppare una forma di coinvolgimento che vada nella direzione di favorire esperienze il più possibile. Il saper fare, del resto, viene appreso solo facendo, solo calandosi all’interno delle situazioni. Ecco quindi che, certo è importante il percorso formativo in ambito scolastico, ma è altrettanto importante misurarsi sul campo con dei contesti concreti. Una delle prospettive più importanti del sistema locale è collegata alla creazione di opportunità di formazione sul campo per i giovani in contesti concreti: da qui l’importanza dei tirocini, dell’apprendistato, dell’alternanza scuola lavoro. Probabilmente su questi temi bisognerebbe lavorare per la realizzazione di un patto locale a favore dei giovani, in modo che le opportunità per loro di formazione e di sviluppo di competenze di tipo sociale, di tipo problem solving, siano rese possibili proprio misurandosi con la concretezza delle situazioni e quindi non solo in ambito scolastico. Da questo punto di vista è importante un avvicinamento del mondo dell’impresa al mondo della scuola: forse si deve lavorare nella prospettiva che la scuola diventi un po’ più impresa e che l’impresa diventi un po’ più scuola, naturalmente nel rispetto delle competenze specifiche, ma anche sottolineando che ci devono essere degli intrecci sempre più significativi tra questi due mondi. 

aLTRI CONTRIBUTI