Testimonianze ragazzi

Gianmarco

Sono un ragazzo dell’Itis di Vobarno e sono al terzo anno. Diciamo che ho scelto questa scuola per lo sbocco lavorativo e perché il settore meccanico mi ha sempre appassionato. La scuola nelle conoscenze teoriche ti aiuta tantissimo, però l’Itis ti aiuta anche e soprattutto, essendo un industriale, con l’aiuto lavorativo, cioè ti fa fare stage: si tratta di un mese circa all’anno dal terzo anno in poi in cui ti mandano in varie aziende dove ti fanno fare progetti o ti fanno fare la prova di lavoro che dovresti avere dopo i cinque anni. Al quinto anno hai meno ore del progetto perchè essendoci l’esame di stato serve più tempo per studiare, però diciamo che l’Itis come scuola ha degli sbocchi molto interessanti, soprattutto perchè dopo i cinque anni il lavoro lo si trova facilmente, senza problemi. Io mi sto trovando benissimo, ho già fatto un anno di alternanza, ed essendo energetico sono andato in un’azienda nel settore caldaie e mi sono trovato bene. Uscendo da questa scuola, in teoria tra tre anni, mi vedo in un’azienda a fare il semplice operaio, cioè quello che voglio fare io, ad esempio un tornitore, che lavora al tornio per fare pezzi meccanici, oppure un disegnatore, che possa disegnare con Autocad o con Solidworks, che sono i programmi che ci insegnano a scuola. Questo se dovessi uscire con un voto medio/basso; se invece il voto è più alto hai anche la possibilità di entrare in azienda nel primo anno come operaio e poi dopo, dal secondo anno in poi, potresti già andare a lavorare in ufficio e quindi avere uno stipendio più alto.   

Lisa

Ciao, sono Lisa, abito a Manerba del Garda e ho frequentato il liceo delle scienze umane. Il mio percorso scolastico è stato un percorso netto e lineare, tuttavia i problemi che ho riscontrato nel mio percorso sono stati non principalmente a livello organizzativo o a livello della scuola, ma piuttosto dei problemi di tipo relazionale con i professori, in quanto spesso scambiavano l’essere professionali con l’essere distaccati. Secondo me, invece, alla base di un corretto apprendimento e di una corretta relazione c’è proprio l’aspetto della vicinanza tra l’insegnante e l’alunno. Inoltre essi riponevano molte pressioni su me ma anche sui miei compagni, sugli alunni in generale, e questo perché la scuola è prettamente incentrata sul futuro e sul cercare di spingere i ragazzi già verso il mondo lavorativo. Da un lato questo è corretto, perché quando si parla di lavoro alla base ci stanno sicuramente le nozioni e una corretta preparazione anche per i lavori che magari vengono ritenuti più semplici, però dall’altro lato ci dev’essere anche una buona motivazione e volontà da parte dell’alunno. Questo dipende dall’individuo, quindi anche il modo in cui si possono gestire queste pressioni scolastiche dipende dal ragazzo. Io sono sempre stata abbastanza motivata all’interno del mio percorso scolastico proprio per il mio futuro: ho sempre avuto abbastanza chiaro quello che voglio fare e infatti tutt’oggi ancora studio. Sto frequentando il primo anno di università a Brescia di scienze dell’educazione, questo proprio perchè il mio sogno è quello di andare a lavorare in ambito educativo e in particolare all’interno di un nido d’infanzia. Per il mio futuro ho delle buone aspettative, questo perchè penso che le professioni educative siano fondamentali all’interno della nostra società e che siano in sviluppo, quindi mi aspetto di riuscire a realizzare quello che vorrei fare e continuerò ad essere motivata e a studiare per cercare di raggiungere il mio obiettivo.

Giacomo

Ciao, sono Giacomo, ho 25 anni e abito a Barghe. Ho frequentato l’Itis meccanica a Vobarno e sono molto soddisfatto della mia scelta perchè mi ha dato fin da subito la possibilità di lavorare e di approcciarmi al mondo del lavoro. Sono sei anni che ho terminato i miei studi, ma ogni giorno mi rendo sempre più conto che la scuola mi ha dato delle ottime basi, soprattutto a livello mentale: se anche la scuola non forma quanto forma un’esperienza lavorativa sul campo, ti da un’ottima base per essere strutturato mentalmente ad acquisire nozioni. Io ho iniziato sei anni fa come progettista, poi dopo varie esperienze sul campo mi sono reso conto che è fondamentale una preparazione prima a livello pratico, o comunque legata alla produzione, per risultare ed essere un buon perito o comunque un buon tecnico. A me piacerebbe, un domani, aprire un’azienda e mi sono reso conto che per poter fare questo bisogna essere preparati in tutti i campi e per questo ho deciso, dalla progettazione, di passare ad un lavoro più manuale e comunque di occuparmi della produzione. Secondo me nell’ultimo periodo stiamo andando in una direzione completamente sbagliata. Io, negli ultimi anni in cui ho frequentato l’Itis a Vobarno, mi occupavo di orientamento scolastico e notavo nei giovani, nei nuovi iscritti alla scuola, un’attitudine ad andare verso materie più informatiche, preferire un’iscrizione ad un Itis informatica piuttosto che ad una scuola meccanica per il semplice fatto che ormai il futuro è il computer e la tecnologia e la meccanica è superata. Questo è un discorso completamente sbagliato, perché ormai la meccanica è applicata all’elettronica e quindi è diventata un connubio di queste cose ed è completamente sbagliato pensare che fare un Itis meccanica non prepari le persone al mondo del lavoro. Anzi, le prepara molto di più.

Carolina

Ciao, sono Carolina, sono una studentessa di 26 anni e abito a Calvagese della Riviera. Il mio percorso scolastico è stato abbastanza diversificato, in quanto ad un certo punto della mia carriera scolastica ho cambiato scuola. Ho scelto di intraprendere un percorso di liceo scientifico-linguistico a Brescia, dopodiché ho diversificato ulteriormente il mio percorso scegliendo di andare a studiare economia e commercio all’università. Ad un certo punto, proprio perché non trovavo riscontro in quello che stavo studiando, ho deciso di intraprendere anche un percorso lavorativo per mettere alla prova se effettivamente mi potesse piacere ciò che stavo apprendendo tra i banchi di scuola. Questo percorso lavorativo mi ha fatto capire che sicuramente all’interno dell’ambiente universitario sono importanti le basi che ti possono dare che ti possono aiutare ad approcciarti al mondo lavorativo, però fondamentalmente l’aspetto più importante è l’esperienza che puoi sviluppare all’interno del mondo lavorativo stesso. 

Andrea

Ho scelto l’Itis di Vobarno indirizzo meccanica e meccatronica perchè in un futuro mi piacerebbe andare a lavorare in un’azienda di robotica, specialmente, o comunque che tratti quel discorso di automazione legato alla meccanica. Riguardo le competenze che mi sta dando la scuola, mi aspettavo qualcosa in più, specialmente sul programma della lavorazione meccanica e sulla programmazione. In futuro non so se immaginarmi nella Valsabbia o fuori: dipenderà da come mi va, perché dopo dovrò vedere se continuare con gli studi o andare subito a lavorare dopo il diploma. Ad oggi mi piacerebbe provare la strada del lavoro, però mi è stato consigliato da molti di cercare di andare avanti a studiare per poi avere una possibilità in più di entrare nel lavoro. Da quello che mi hanno detto anche alcuni miei amici, all’Università Cattolica a Brescia dovrebbe esserci un settore di robotica e in più c’è anche ingegneria e se va tutto bene provo a fare anche quello. Mi sarebbe piaciuto molto andare a lavorare in America, nella Silicon Valley, perché là la robotica è sempre presente e vanno avanti per la maggior parte con la robotica.

Lia

Ciao, io sono Lia, ho 23 anni e vivo a Manerba del Garda. Io ho cominciato il mio percorso di studi formativo alle superiori con una scuola di grafica, che purtroppo per cause di forza maggiore non ho potuto finire in quanto era un corso sperimentale che poi non mi ha concesso di fare la maturità. Quello che avrei voluto ai tempi è che qualcuno mi consigliasse e mi aiutasse a scegliere una scuola perché probabilmente a quest’ora avrei finito il mio percorso scolastico. Nonostante questo io ho iniziato a lavorare, ho fatto diversi lavoretti e attualmente sto lavorando in un’agenzia immobiliare che per il momento è la mia esperienza di lavoro più importante. Mi sta permettendo di crescere molto, soprattutto per quanto riguarda le relazioni con le persone, che nell’ambito di questo lavoro è molto importante e sicuramente in futuro mi aiuterà tanto. Il mio sogno più grande è continuare il mio percorso grafico nel mondo lavorativo, quindi creare un’azienda o uno studio tutto mio ed essere dipendente di me stessa e fare ciò che amo.

Nicolò

Ciao, sono Nicolò, abito a Manerba del Garda e ho 23 anni. La mia esperienza scolastica non mi ha aiutato nel campo in cui lavoro attualmente. Ho frequentato per tre anni un istituto alberghiero che ho lasciato per mia scelta. Attualmente lavoro in un’azienda del gruppo Camozzi nella quale ho la fortuna di poter ambire ad una crescita.

Michele 

Ciao, sono Michele Musesti e lavoro in Gavardo Caldaie da circa 10 anni. Ho 36 anni e sono un ingegnere. In Gavardo Caldaie mi occupo dell’ufficio tecnico commerciale e diciamo che me ne occupo da circa 4 anni. Io ho studiato ingegneria per l’ambiente e il territorio all’Università degli studi di Brescia. Ho fatto una laurea triennale e ho deciso, non tanto di interrompere gli studi, ma di voler cominciare la carriera professionale solo dopo la laurea breve. Inizialmente ho fatto un’esperienza lavorativa al di fuori di quella che è l’istruzione che ho ricevuto, perchè ho lavorato in uno studio di consulenza per la sicurezza sul lavoro per circa 3-4 anni. Successivamente sono arrivato qui in Gavardo Caldaie, dove ho cominciato dal reparto produttivo, nonostante avessi una laurea. La scuola ti da le basi, ma non arrivi a essere pronto quando tu esci dall’università, così come dalle superiori: quando entri nel mondo del lavoro cominci un altro percorso, anche di formazione, se vogliamo chiamarlo così, e di fatto lo coltivi giorno per giorno. L’azienda mi ha dato la possibilità di crescere e mi ha anche dato il tempo per poterlo fare, quindi da un certo punto di vista sono stato anche fortunato, perchè non sempre è così. Non ho intenzione, attualmente, o idea di cambiare lavoro: il lavoro mi piace e il mio obiettivo è quello di crescere nel mio lavoro e cercare di specializzarsi o comunque cercare di capire sempre meglio quelle che sono le caratteristiche del prodotto che costruiamo. A livello territoriale credo che siamo in una zona che offre tanto dal punto di vista lavorativo. Durante il percorso lavorativo che sto facendo qui, l’azienda mi ha dato la possibilità di seguire dei corsi di formazione; in realtà, però, il grosso della formazione deve arrivare dalla voglia che uno ha di mettersi in gioco e di fare un po’ da autodidatta. Ormai con Internet e coi mezzi di comunicazione che ci sono oggi, si può veramente trovare di tutto. 

Francesco

Quest’anno ho finito il mio ultimo anno di CFP Scar a Tormini come tecnico meccanico di motoristica. Ho svolto il tirocinio presso la Raffmetal di Malpaga e tramite quel tirocinio hanno deciso di assumermi con un contratto di sei mesi di prova di cui adesso sono al quinto mese e mi trovo molto bene. Di difficoltà non ne ho trovate tante, ci sono molti colleghi molto simpatici e disponibili a darti una mano al momento del bisogno e mi trovo molto soddisfatto della mia scelta. La scuola mi ha formato il giusto per seguire questo cammino verso il mondo del lavoro, spero ancora nel reparto automezzi dove mi trovo adesso e dove mi trovo davvero bene; spero di non dover cambiare reparto. Crescita c’è e spero che col tempo crescerà ancora.

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